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Quando arriva Natale

Dimmi un po’ perché ti ricordi di me solo quando arriva Natale,
perché solo in questo periodo ti importa se sto bene o male,
dimmi dove finisci il resto dell’anno…
ho bisogno di te più di quanto tu ti ricordi.

Dimmi un po’ perché non mi invii cartoline durante tutto l’anno
Dimmi un po’ perché non mi fai regali senza avere un pretesto
Dimmi cosa ti smuove una volta l’anno…
Io ho bisogno di te più di quanto tu ti ricordi.

Dimmi che gratitudine ti aspetti da me appena una volta all’anno
Io che aspetto un anno intero e tanto desidero stare con te
Oggi riformulo i voti e il mio desiderio:
Ho bisogno di te più di quello che tu ti ricordi.

Un Buon Natale, non solo oggi, ma tutto l’anno!

(trad. di Quando chega o Natal, Deolinda)

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Faber

Caro Faber,
sono felice di conoscerti, anche se non ti ho mai visto, un po’ come Dio. Perchè quando ti  osservo in filmati alla tv, quando ascolto le tue canzoni, mi sembra di averti sempre conosciuto, come fossi stato un amico, certo un po’ strano, dei miei. Con quel ciuffo di capelli sempre davanti all’occhio stralunato, la pelle segnata dalla vita, la sigaretta, tra l’indice e il medio, che ti avvolgeva nell’aureola di nicotina, la camicia aperta, un pullover quasi sempre blu e la chitarra.
Meno male che non sei diventato avvocato, ne avremmo perso tutti. E poi si sa dove hanno il cuore i giudici un po’ frustrati…
Senza Bocca di Rosa, Marinella e Dolcenera, senza Piero, Andrea e Carlo Martello come avremmo fatto? Mi piace che le tue canzoni si imparano presto, le parole vengono da sole come l’avemaria o le tabelline e valgono sempre come  dieci, venti, trenta anni fa e forse, per chi le sa leggere nel profondo, ancora di più.
Perchè è il tempo che santifica la poesia. E i poeti non muoiono mai.

Poter dire anch’io, un giorno: “quello che non ho, è quel che non mi manca”

Di cervello

Quel giorno freddo mi sono attaccato al tuo cappotto e mi sono fatto trascinare in giro per due settimane, stringendo il lembo della stoffa con tutte le mie forze, ma senza dartelo a vedere.

Da allora ti seguo ovunque tu vada: non fai che girarti intorno, senza sosta e io con te, parli di continuo ma tutto quello che dici ha sotto dell’acqua.

Lo sai che conservo le tue impronte digitali in una cartella rosa nel bel mezzo del mio tavolo.

Le conosco a memoria, percorro quelle curve milioni di volte.

Penso sia meglio che ti segua.

Tu potresti aver bisogno di me più di quanto pensi.

Torna a casa in macchina, amore, che sei così intelligente, così sveglia, così brillante.

Mi sono fatto trascinare in giro appeso al lembo del tuo cappotto per due settimane.

Instabile, continui a cambiare il tuo pensiero, volubile, ogni volta che decido di lasciare perdere ritorno sui tuoi passi.

Perché non so trovarne davvero il senso e così sono di nuovo rimasto sveglio tutta la notte, a  spaccarmi la testa  sfogliando il dizionario: non crederai mai quello che ho trovato…

Penso sia meglio che ti segua.

Tu potresti aver bisogno di me più di quanto pensi.

Torna a casa in macchina, amore, che sei così intelligente, così sveglia, così brillante.

Liberamente tratto dal testo Brainy dei The National

L’ossessione è allora il pensiero solitario che si fa cerchio e si attacca ai cappotti della gente, è vedere acqua sotto le parole, è amare delle impronte digitali da collezione, è cercare il senso nel dizionario e trovarlo in ogni lemma? L’ossessione è solo di cervello?

E può una canzone così bella prendere vita da un’ossessione?

Dove si va da qui

A tutte le persone (e sono parecchie) che in questi mesi sono partite, partono, partiranno… A chi non smette mai di cercare, a chi non sa stare fermo, a chi continua a farsi domande, a chi vuole un’altra vita, a chi sogna.
A chi va in cerca del suo posto. Me compresa.

Sapere sempre dove sei
Ti puo’ smarrire
Hai gia’ la pelle liquida
In mezzo al sole

Ma la tua sigaretta immobile
Cosi’ graziosamente
Che improvvisamente poi
Non accade niente.

Dove si va da qui?
Dove si va da qui?

Dove si va da qui?
Dove si va da qui?

Sulle dita a convincerti che
Cio’ che eri hai portato con te

Dove si va da qui?
Dove si va da qui?

Chiederti sempre dove sei
Ti puo’ smarrire

Hai gia’ la pelle liquida
In mezzo al sole

Dove si va da qui?

Afterhours, Dove si va da qui

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