Conosco delle donne, forti e resistenti come giuchi nel vento.

Non si conoscono tra loro, almeno non tutte.

Una è molto religiosa, un’altra per nulla. Una conosce a memoria nomi di piante e fiori, l’altra è una ex prof di letteratura.

Ma non è quello che le rende diverse a interessarmi. Quello che le accumuna è molto più forte di ciò che le distingue, così che ai miei occhi risultano un’unica stessa donna che ha caratteristiche inconfondibili.

Hanno tutte tra i sessantacinque e i settant’anni; un’energia vitale immensa; mariti silenziosamente assenti, malati o defunti.

Fanno tanto e danno tanto senza chiedere praticamente nulla, fanno anche quando non è richiesto e per questo a volte combinano guai. Ti sorprendono con pretese improbabili come salvare dei girasoli da un luogo impervio o improvvisare delle lezioni di lingua straniera. Ti offrono viveri come se il mondo finisse domani o hanno sempre un regalo a portata di mano. Fatica sdebitarsi con loro.

Hanno una naturale propensione per le imprese difficili alle quali si dedicano con anima e corpo. Occuparsi delle persone in difficoltà, delle piante rare, delle vite in crisi.

Hanno più appuntamenti in agenda che una manager in carriera, l’auto stipata fino al tetto come fosse un mini van.

Della loro vita privata si sa poco, quel tanto che lasciano trapelare. Si sa che sono loro a portare avanti la famiglia o quel che ne resta. Che hanno forza anche per le loro stanche metà.

Una volta ho fatto da tramite per l’incontro tra due di queste donne: è stato un riconoscersi a prima vista, e io lo me l’aspettavo. Una portoghese, l’altra italiana, si sono capite in francese perché era l’unica lingua che capivano entrambe. Hanno condiviso momenti di una vacanza speciale di cui sono stata spettatrice a distanza.

Al loro ritorno una mi ha regalato una confezione di marmelo (la mia composta preferita), l’altra un piccolo azulejo.

Sono fatte così, ce la mettono tutta per non farsi dimenticare. D’altronde ci riuscerebbero anche senza regali!

canne

 

Annunci