È la sensazione di quando perdi qualcosa. Ti rode averla persa, anche se non la usavi più da tempo. Anche se era un cd che non ascoltavi più, un libro rovinato, una maglietta scucita, una biglia scheggiata.

E più cerchi, più aumentano le tue domande e la frustrazione, perché la cosa non salterà più fuori, per lo meno non in quell’immediato e affannoso cercare.

E così ti rimane un piccolo buco, una perdita non colmabile a cui ti devi abituare e di cui ben presto ti dimenticherai.

 Solo un giorno qualsiasi, magari un giorno di pulizie, in cui rovisti negli angoli bui e nei cassetti polverosi, ritrovi la cosa che ti eri stancato di cercare.

Oramai non pensavi più a ritrovarla, l’avevi destinata per sempre al regno delle cose perdute.

È solo allora che ti accorgi che la sensazione di aver ritrovato per caso qualcosa che davi per perso è davvero e infinite volte più grande del valore della cosa stessa. Ne è valsa la pena averla perduta per un po’ di tempo.

Perdere e dimenticare, lasciar passare il tempo e non pensarci più, è la condizione indispensabile per poter, forse, un giorno vivere la sensazione del ritrovare insperato.

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