Entri e senti quel misterioso odore di vecchio e polvere, strati su strati di parecchie vite fa.

Ti inoltri in un bazar confuso e imprevedibile, senza indicazioni, espositori, promozioni e pubblicità. Meglio armarsi di pazienza, scrutare bene in ogni dove e prendersi del tempo per rimanere incantati di fronte a un vecchissimo gioco in scatola, un bizzarro cappotto peloso o una valigia di cartone.

Raramente trovi due pezzi uguali nello stesso scaffale o stand, e se ci sono, è pura casualità. Trovi oggetti con pezzi mancanti, quello può capitare: una camicia senza un bottone, una cornice senza quadro, una bicicletta senza fanale.

L’integrità non è garantita e nemmeno la pulizia: la vita è una rogna, non se va facilmente dalle cose.

Non ti serve la lista di quello che devi comprare, sai all’incirca quello che vuoi, e decidi solo nel momento in cui lo vedi. Se c’è, si farà trovare. Se non c’è, ti metti il cuore in pace e sai che non si può ordinare. Se è destino lo troverai un’altra volta, forse. E nemmeno qui, magari.

È il fatalismo tipico di chi frequenta questi luoghi, mezzi morti e mezzi vivi.

Trovi pezzi rari e tesori che sono tali, a volte, solo ai tuoi occhi.

Non esci con il carrello pieno, ma con in mano due, massimo tre cose che si sono fatte trovare e che non avresti mai pensato di incontrare proprio oggi, là. Hai speso anche meno di quello che pensavi, perché la merce invenduta da più di due mesi viene metà prezzo. Per questo ci aggiungi tutto lo stupore della giornata e te ne torni a casa felice.

È proprio una fortuna che quella borsa piacesse proprio a te, ma anche a qualcun altro prima di te che l’ha comprata nuova e che poi, sempre per tua fortuna, ha inspiegabilmente deciso di liberarsene. Molti oggetti sopravvivono alla nostra volubilità e trovano altri padroni, continuando la loro vita.

A volte mi piacerebbe conoscere la storia della borsa che adesso sto comprando: apparteneva a una signora rapinata in stazione? era un regalo poco gradito che ingombrava l’armadio di una ragazza viziata degli anni ‘80? Era tra i lasciti di una lady defunta senza eredi femmine?

Adoro i negozi dell’usato perché rovesciano la logica del supermercato e sono pieni di storie possibili.

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