Ogni sei mesi ci troviamo. Ogni sei mesi ci troviamo e facciamo il punto della situazione.
La felicità passa sempre troppo in fretta e cerchiamo di ricordarci l’ultima volta che l’abbiamo sentita sotto la pelle.
Siamo il club degli amori impossibili. L’unica certezza è che nessuna è abbastanza felice, così com’è.
Siamo protagoniste di storie intricate, le nostre. E se non sono intricate, non c’è storia!

C’è chi è stata trovata dall’uomo che la reputa la donna della vita. Il problema è che lei non ha trovato lui… non si sente affatto quella donna, e più lui lo ripete più le viene voglia di scappare a gambe levate. Verso il libero Brasile.

C’è chi stava male, ha trovato chi l’ha curata e nel frattempo si è innamorato di lei, ma lei all’inizio non lo era. Poi è sembrato che fossero innamorati entrambi. Poi un po’ più lui, mentre lei era in crisi; ora un po’ più lei, mentre lui è in crisi. Morale: la crisi è contagiosa e colpisce anche gli infermieri.

C’è chi ha sfoderato un’indifesa ingenuità ed è rimasta impigliata in una trappoletta sentimentale creata da un vero professionista.  C’era del potenziale – così lui diceva, e lei ci credeva (perché lei tende a credere alle fantasie: a Babbo Natale, alla formica dei denti, ai lieto fine e ai colpi di fulmine) e così si è trovata a sceneggiare per mesi una storia troppo bella per essere vera, e infatti non lo era.

Ora siamo qua a dirci quanto vorremmo essere felici, sicure che per un attimo lo siamo state negli ultimi sei mesi…se no non saremmo qui a raccontarcelo.

Il problema è che a volte non è la persona giusta, anche se il momento sarebbe perfetto.
A volte è la persona giusta, ma non è quello il tempo: colpa del fuso orario.
A volte è la persona giusta, ma è noi che siamo sbagliate.
A volte noi siamo la persona giusta, ma l’altro non ci ha trovate.
Altre volte, ancora, ci illudiamo che la persona, il luogo e il tempo siano adatti ma, al risveglio, ci accorgiamo che non è nulla di tutto ciò. E vogliamo ricominciare da zero.

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