Si fa di tutto, pur di non marcire a far niente.
Sto imparando perfino a vendere fumo.
Oltre a entrare nella logica dei fumatori incalliti, sto imparando a riconoscerli a vista, più che altro “ad olfatto”: avverto la loro aurea di nicotina appena varcano la porta della tabaccheria, la voce roca, le dita giallognole, i denti scuri.
Devo promuovere delle sigarette che hanno mantenuto il prezzo invariato, nonostante l’aumento dell’iva.
Ho una cartellina con l’elenco di tutte le marche di sigarette e tabacchi trinciati presenti sul mercato, ma sulla copertina campeggia una lugubre e nota scritta nera:
“Fumare nuoce gravemente alla salute”.
Io che non fumo – avrò fatto cinque boccate in vita mia, se è tanto – sto imparando a vendere fumo…
Prime regole:
– siate sorridenti, proattive e solari. (Dando per scontato che siamo tutte donne)
Sto imparando a simulare sorrisi anche se non sono sempre dell’umore, mi sto allenando a prendere per prima l’iniziativa, mi sforzo a irraggiare per lo meno di luce riflessa.
– Sempre, ovunque e comunque gli intervistati assoceranno la vostra immagine con quella dell’azienda.
Mi chiedo: sarà per questo che sono stata scelta per sponsorizzare le sigarette meno richieste del mercato, le cenerentole della rivendita?!
– Gentili, non invadenti, ma assolutamente non timide.
Sul gentile posso farcela, non invadente pure, non timida ci sto lavorando, ma gioco a mio favore l’approccio dolce e ingenuo, da non fumatrice. E il più delle volte funziona. Poi quando serve, spalanco un po’ gli occhi…che si veda che sono un bel verde-azzurro. Funziona con alcuni uomini, soprattutto quelli non proprio freschissimi.
Altri apprendimenti:
Sto riuscendo a far durare più di un minuto dei meri discorsi di convenienza, a renderli persino credibili.
Mi sto allenando a incassare i rifiuti senza provare nessun senso di sconfitta, a farmi scivolare addosso le risposte sgarbate, ad ammiccare per convincere e a dire piccole menzogne senza troppo darlo a vedere.
Sto sponsorizzando piccole dosi quotidiane di morte e di possibile cancro ai polmoni.
Avrei fatto volentieri una campagna contro il tabagismo, ma probabilmente, se esiste, quella non la pagano.
Ho deciso quindi, per salvarmi da un velato senso di colpa, che mi darò dei limiti etici: non insisterò mai con i dichiarati ex-fumatori, non mi professerò mai fumatrice per convincere, mi complimenterò con chi ha deciso di darci un taglio.

Secondo voi mi sto allenando a entrare nel mondo del lavoro?

Annunci