Bairro Alto è un quartiere storico di Lisbona, con i muri impregnati di storia e di storie, un quadrato di traverse e parallele che si intersecano a formare una rete labirintica che ha perso ogni ordine, se mai l’ha avuto. Salite e discese, dipende da dove ci si trova, di sicuro non è in piano.

Ogni ora del giorno conosce un Bairro Alto diverso: di giorno insospettabili negozietti modaioli e di design si nascondono dietro pareti dall’intonaco scrostato, accanto a banali frutta e verdura di pochi metri quadrati e finestre con i panni stesi. Solo alle otto di sera comincia a lavorare seriamente la miriade di ristoranti. E poi seguono i locali che si accendono solo alle dieci, in un crescendo di confusione, fino alle tre del mattino. Qualcuno mi ha detto che è il quartiere europeo con la più alta densità di locali per superficie. Non stento a crederci. Si passa dal centro culturale dai portoni di legno che apre solo per concerti esclusivi, al bar con musica brasiliana dal vivo, passando per le tasche (osterie) con fado e tavoli consunti, improbabili localetti dall’atmosfera alpina, club per ballare vischiosi ritmi caraibici, mini-disco d’avanguardia, atmosfere retrò, lounge bar e covi per amanti del metallo pesante.

Ma non conta tanto il genere, perché in realtà la folla si riversa tutta in strada, sia d’inverno che d’estate, con in mano una imperial (birra alla spina) o una caipirinha da mezzo litro. E dopo una certa ora tutto il fiume di alcool si trasforma in rivoli di piscio che colano verso il basso, rigando discese e salite. E inevitabilmente puzza. Cheira mal.

Rua da Rosa, Rua Diário das Noticias, Travessa dos Fiéis de Deus, Rua Atalaia, Rua da Barroca si trasformano in un’unica e inequivocabile Rua da Xixí (Pipì).

All’inizio il Bairro ti ammalia, è il paradiso dei turisti (drink super economici e scambi linguistici garantiti), il ritrovo di tanti portoghesi troppo pigri e perennemente in ritardo per poter organizzare un ritrovo in un solo posto a una certa ora, il vortice che risucchia chi quella sera non pensava nemmeno di uscire.

Passato un po’ di tempo, ho capito che il Bairro va preso a piccole dosi, meglio se durante la settimana, evitando i week end, altrimenti diventa indigesto come un miscela di bevande alcoliche che rischia di stomacarti per sempre.

Dopo mesi di pratica, serate piacevoli, incazzature e smarrimenti, posso dire di conoscere la legge del Bairro Alto: sai sempre che troverai qualcuno, non importa chi, ma anche che perderai qualcuno, non importa chi…

Se ci vai con amici il gruppo molto probabilmente si allargherà, ma poi perderai qualcuno (si perde sempre qualcuno al Bairro Alto) e anche se sai dov’è non ti ricorderai come raggiungerlo.

Se ci vai da solo, di sicuro prima o poi troverai qualcuno che conosci che a sua volta conosce qualcun altro che a sua volta sta aspettando un amico, ma dopo un po’ ti perderai e dovari tonartene a casa da solo senza essere riuscito a salutare nessuno.

…quindi la filosofia da adottare è “vediamo cosa succede stasera” con gli imprevisti del caso e senza prendere nulla troppo sul serio: la pioggia improvvisa, un brasiliano asfissiante, decine di venditori di rose, cappelli, occhiali luminosi solo per chi è bello alticcio, fame chimica da ammazzare al forno con una delizia di pasticceria, una chiacchiera con uno sconosciuto che non vedrai mai più.

È da mettere in conto: troverai qualcuno, non importa chi, ma perderai anche qualcuno, non ti deve importare chi…

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