Ricordo quanto mi piaceva fare quel gioco della rubrica enigmistica delle riviste della nonna: tra due vignette apparentemente uguali, cerca le dieci differenze.

Trovate le dieci differenze il gioco finiva e mi lasciava sempre un po’ perplessa: a parte le dieci differenze che cosa rimaneva uguale?

Finito il gioco delle differenze, è ora tempo di capire cosa resta uguale.

Sono cambiate il paese, la lingua, la casa, il letto, le facce delle persone che vedo ogni giorno, gli amici, i nemici, le comparse,  i mezzi di trasporto, i panorami, i sapori, le abitudini, le letture, le parolacce,  i motivi per ridere e quelli per cui rattristarsi.

Tutto attorno è cambiato, ma quello che non cambia mi resta attaccato. Nel vortice di una vita eccezionale, ora sento qualcosa che rimane ancorato al fondo, non se ne va. Sono io, è il mio midollo.

Mai arrivare a compromessi con me stessa. non accontentarmi delle briciole. portare a termine quello che inizio – costi quel che costi. se una strada è sbarrata, inventarne una nuova. non spaventarmi di fronte alla fatica, se so che val la pena. le piccole cose che fanno la differenza. non fermarmi alla superficie. scavare col pensiero. fare di tutto quello che va storto, concime per il mio giardino. farci crescere i fiori, e credere che domani saranno sempre più belli di oggi.

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