Se ne frega dei viaggi programmati e dei last minute, dei funerali di stato e delle trasferte tv, delle compagnie aree e delle linee ferroviarie, dell’economy e della business class, della crisi mondiale e dell’effetto serra.
Se ne frega di chi dorme in piedi, di chi non si lava i denti da quattro giorni, di chi ha finito i soldi, delle classi in gita scolastica, di chi chiama i call-center, dei parenti divisi, degli amori a distanza, di chi guarda le notizie in tempo reale.
Se ne frega anche del suo nome impronunciabile, della bella stagione che stenta ad arrivare e di te che hai appena lavato l’auto.

Fa quello che vuole e non deve renderne conto a nessuno, figurarsi al mondo intero.

Il vulcano sbuffa sui tuoi progetti a breve o lungo termine e se ne sbatte anche delle tue preoccupazioni sul suo conto.

Pfff.

Per una volta la natura si comporta come la maggior parte di noi fa abitualmente nei suoi confronti, semplice, se ne frega.

Ti ricorda che di fronte alla cenere, sei cenere.

Ti rode, no?

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