“Quante cose sento in me che non riconosco perché non so come chiamarle! E quante cose non saprei sentire se non ne possedessi il nome. […] Ma a volte mi chiedo se non vivrei meglio conoscendo meno parole. Qui dentro non posso viverle fino in fondo. Conduco una vita astratta. Le parole mi girano in testa come mosche. Ronzano, non riesco ad acchiapparle, e quando le prendo sono morte, non so che tipo di vita conducevano sulle bocche degli altri, che cosa vogliono dire veramente.

Le parole sono gusci vuoti dove ha abitato un mollusco, ma io non so come ci si sta dentro.”

Tiziano Scarpa, Stabat Mater


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