Limone, aceto, latte andato a male, yoghurt bianco quel che volete.
Alcune donne, ad un certo punto della vita, si inacidiscono.
Sembra un processo naturale inevitabile tipo fotosintesi clorofilliana o fermentazione del mosto.

Due in mezz’ora fanno pensare:

1. La segretaria. Mi ha guardato con sufficienza ancora quand’ero sulla porta della direzione didattica, poi, piccata, mi ha detto che ero in anticipo nella consegna dei documenti (da quando in qua consegnare in tempo è esecrabile?), mi ha trattato male per nessun motivo, tranne una sua paturnia burocratica di cui io non potevo essere responsabile. “Chi sei tu, più bella, per avere due correlatori?!”. Ho tentato di spiegarle che la bellezza non c’entra un fico secco e che non sono stata io a decidere questa cosa, ma il risultato è stato uno sbuffo d’impazienza e un post-it giallo con il mio numero di telefono in caso di problemi, sottolineato problemi.  Aceto puro, non balsamico.

2. La commessa della libreria. Educatamente le ho chiesto se avevano in negozio un libro che desideravo acquistare, le ho indicato autore e titolo, poi le ho fatto lo spelling perché non capiva. Ha consultato il pc, infine con aria supponente mi ha replicato: “E chi sarebbe questo Zadoorian?! Mai sentito! Ti sei sbagliata”. Io ho tentato di farle capire che è uno scrittore americano, che non mi ero sbagliata e che ero nel posto giusto se volevo cercare notizie su quel libro, dato che la libreria è piuttosto grande. Ma lei, invece di ammettere umilmente la sua ignoranza, mi ha liquidato e non ha voluto ordinarmelo. Un limone acerbo, mezzo verde.

A questo punto avrei dovuto sorridere dolcemente a queste incarnazioni dell’acidità che mi corrodevano una mattinata felice come una brioche alla marmellata, ma non ce l’ho fatta…Perché non ce l’ho fatta? Non voglio diventare così, fermatemi prima, datemi un maalox.  Ammetto che in diverse occasioni posso essere sembrata triste, pensierosa, maldestra, difficile, frettolosa, contorta, impaurita, distratta…ma acida?
Scanso equivoci ho deciso che da domani mattina comincio con la cura del miele: che io possa morire sciolta nella salamoia se il mio ph femminile supera la soglia di sopportabilità umana.
Limone, aceto, latte andato a male, yoghurt bianco quel che volete.

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