Se vi capita di passare per uno dei più brutti quartieri di Torino, quello dei tossici e degli extracomunitari sulle panchine, fermatevi e chiedete di Ernesto.
Suonate all’arsenale e si aprirà il portone, anche alle due di notte.
I due grossi cani, bianchi e pelosi, che vi verranno incontro vi guarderanno impassibili, senza abbaiare- potete starne certi.
Varcata la porta, troverete un mondo alla rovescia, al primo impatto davvero straniante: una vecchia fabbrica di morte, ora in disuso, produce tonnellate di pace. Silenziosa e concreta, come i veri miracoli. L’edera cresce libera sui muri e i buchi delle bombe sono diventate aperture che fanno passare il sole.
Capirete che i fiori nei cannoni appassiscono se non ci si sporca le mani per piantarli a fondo.
Vi mostreranno un grande magazzino, pieno dei vostri eccessi, dove si imballano pacchi per l’80% dell’umanità depredata, che non siete voi.
Conoscerete molta gente che si spacca la schiena per niente, dice di avere tutto e ha sempre qualcosa da restituire.
Incontrerete chi è convinto che i giovani contano e possono cambiare il mondo, se sognano in grande.
Sì, avete capito bene, i giovani, non gli adulti.
Condividerete l’antilogica di chi guarda il mondo dal basso, per aiutare quelli sul fondo-che potreste anche essere voi-a risalire.
Vi toccherà non lasciare avanzi sul piatto e riconoscerete che le date di scadenza degli alimenti sono fatte il più delle volte per far consumare più in fretta.
Troverete chi crede, nonostante tutto, alla vecchia storia della goccia che può forare un masso e alle lunghe distanze raggiunte a piccoli passi.
Vi si spalancherà un universo sovversivo ma poco rumoroso e per nulla violento, e dopo averlo conosciuto penserete, come me, che il resto del mondo, fuori dal portone, non può farne a meno.

Se vi capita bussate al Sermig. 
Anche se non ve ne rendete conto, siete voi ad averne bisogno.

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