Cerca

sara_sta_scrivendo

Mese

giugno 2009

L’ingranaggio perfetto

Li osservo per l’ennesima volta.

La donna con le gambe di pongo, spinge la sedia a rotelle dell’uomo senza gambe.
Poi quando si siede sono pari, dell’altezza giusta per baciarsi e dimenticarsi che non sanno camminare come le persone normali.
Qualcuno dice che stanno insieme perché nessun altro si sarebbe preso carico di una donna con le gambe di pongo o di un uomo senza gambe, riuscendo a distinguere la compassione dall’amore.
Altri provano pietà e cercano di non guardarli troppo a lungo, abbassando gli indici dei bambini.
Tutti si domandano in silenzio, senza avere il coraggio di chiederglielo, come riescano a fare l’amore.
La donna con le gambe molli sa che senza il sostegno della sedia a rotelle non starebbe mai in piedi; l’uomo senza gambe sa che se nessuno lo spingesse ammuffirebbe a guardare il soffitto della sua camera da letto, maledicendo il destino.
Senza uno, l’altra non va avanti, impossibile dire come facessero prima di incontrarsi.
Forse si conoscono da sempre o hanno cominciato a vivere quando si sono trovati, perché sono fatti a incastro perfetto, non li si può immaginare separati. Sono gli unici due ingranaggi possibili del meccanismo che li tieni vivi e li fa danzare in giro per la città.
La donna si chiede se per ogni uomo senza gambe ci sia una donna con le gambe di pongo pronta ad aggrapparsi alla sua sedia a rotelle e viceversa.
Non trova risposte, sa solo che essere felici è una piacevole convenienza che compensa i loro difetti.
E poi c’è quel segreto che sanno solo loro due, contro l’invidia pietosa dei normali.

Annunci

Il gioco dei giochi

A questo gioco vincono tutti, nella medesima partita, col risultato che a vincere davvero, non è mai nessuno, ma ai partecipanti questo forse non interessa.
Ha più punti chi bara meglio e distrae l’avversario parlando di continuo del suo ego in espansione.
Chi si dimostra più furbo può inventare nuove regole.
È un gioco dove nessuno vuole contare con il braccio sul muro, però vale il liberatutti incondizionato, meglio se si libera chi imbroglia.
Più abile è chi non mostra le sue carte, fa alleanze con strizzate d’occhio e piedini sotto il tavolo.
Il problema è che da tempo immemorabile è andata smarrita la carta del regolamento, assieme a qualche illustre, vecchia, pedina. Si dice siano finite sotto il divano.
Però ci sono molti pezzi nuovi fiammanti, tanti che la scatola del gioco scoppia: lucidi pedoni inconsapevoli, fanti troppo profumati, cavalieri col fondotinta dello stesso colore del cavallo, regine con le curve al posto giusto e, sopra tutti, il re senza corona: è lui che decide le mosse.
Non è contemplato lo scacco matto perché il re è uno solo.

Un gioco così i bambini non lo conoscono, per fortuna.
Il guaio è che la maggior parte della gente è su quella scacchiera a forma di stivale, ma non lo sa.
Qualcuno ha capito che gioco è?

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑