Mi parli tra le sbarre:
leggo le tue labbra sporche
di marmellata
che dolce, appiccica.
Ma non sento la voce.
Soffoco:
morirò di noia,
sola nella voliera.
Ma con la fionda hai rotto il vetro,
e sono schegge di finestra:
fammi uscire.
Mi afferri con la mano calda,
sudata di corsa.
Devo liberare le falene
che sbattono le ali
tra le pareti della mia testa.
Credi?
E se mi facessi solo del male?
Alle lucertole ricresce la coda- dici.
Allora rido
e sputo ossi di ciliegia
contro al muro.
Aspetta,
hai una piuma tra i capelli.

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