Camminiamo su un filo, sottile, una bava di ragno, sospesi tra quello che eravamo ieri e quello che saremo domani, mai uguali.
Che cos’è la memoria? Dimmi…
Un peso?
Vuoi cancellare, cancellare il nastro già inciso.
Hai messo tutto in una scatola e hai appiccato il fuoco.
Vuoi raschiare con l’unghia i volti dalle foto- è semplice, so che l’hai già fatto.
Ma poi ti trovi impigliato nelle parole di una canzone che ti fa pensare a un biglietto scritto tanto tempo fa quando c’era la neve e… che cos’è la memoria?
È quello che ci resta.
Le schegge che rimangono quando dimentichiamo quello che non serve, che non dura, che ci avvelena.
La memoria, mai ci sia tolta, perché è linfa e sangue che scorre.
E allora camminiamo avanti e indietro sulla pellicola sottile che illumina la nostra nebbia.
Perchè ricordare è la nostra tortura, ma ci salva.

Eternal sunshine of the spotless mind.

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