Jamal Malik non ha studiato granché alla scuola di Mumbai, a malapena qualche libro di Dumas letto male, ma conosce tutte le risposte che contano.
Forse perché sta imbrogliando? È semplice fortuna? Oppure era scritto nel suo destino?
Il parallelo mi viene spontaneo. Ravi viene spesso a casa mia, lo aiuto a fare i compiti, ed è fisicamente molto simile al piccolo Jamal.
Non so di preciso dove sia nato, forse non lo sa nemmeno lui, ma ha l’odore dell’ India sulla pelle, quello che non va via per quanto sia un ragazzino pulito, occidentalmente parlando. Non sta fermo un minuto, sembra abbia ingoiato un’anguilla e mi fa impazzire due pomeriggi su due.
Certe volte mi sento impotente, quasi costretta a fargli una violenza obbligandolo a svolgere i problemi di geometria. Mi pare di doverlo convertire con la forza a un’altra religione, sedentaria e noiosa.
Domanda (mia): Ravi come si fa trovare l’area di quel triangolo?
Boh!

Non lo sa, se l’è già dimenticato. E ride.
Lui ride sempre, con un’impertinenza da scimmietta dispettosa, anche quando mi scappa di dirgli che non è possibile avere tutte quelle insufficienze e gli urlo di stare fermo altrimenti lo inchiodo alla sedia. E ride con i suoi dentoni bianchi, non smettendo per un attimo di battere a un ritmo infernale la mano sul tavolo.
A lui interessano le ultime scarpe di Pato e Cristiano Ronaldo.
Domanda (sua):…sai come si chiama quell’ultimo modello?
Non lo so, ammetto.
Ed è la mia risposta definitiva.
Nike Mercurial, verdi e arancioni. Mi fa l’occhiolino.
Poi, cullato dalla nenia di un mio tentativo di spiegazione, ripiomba nel suo mondo misterioso…che deve essere davvero bello, se ci si perde così volentieri- mi ha detto suo padre adottivo.
Domanda (mia): Cosa vuol dire due figure equivalenti?
Non risponde.

Raviii…
A volte vorrei penetrargli nel cervello e capire cosa pensa in quei minuti di completo trance. Con quel sorrisetto e l’occhio mobile e insieme fisso sullo schermo del mio computer in standby. Sembra andare dentro un’altra dimensione, ma non nel buio del campo stellare, troppo noioso per un tipo come lui, altri scenari gli si proiettano in testa. Mi pare di vederlo che saltella nella sua giungla privata di liane colorate, con le Mercurial ai piedi, baciando la figurina di Cristiano Ronaldo e mandandomi gioiosamente a quel paese.
Ravi non studia granché e non conosce tutte le risposte che io vorrei.
Ma ne sa altre che io ignoro.
Ecco perchè al Milionario mi straccerebbe, ne sono sicura.

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