Io il bilancio oggi non lo faccio, non lo voglio fare perchè ne compilo mentalmente già abbastanza in giorni qualsiasi, a orari imprevedibili, e quindi non ha senso farlo solo perchè è il 31 dicembre. Oggi mi lascio in pace.

Il mio rito personale si limita a rivedere l’anno in flashback e a ogni mese associare una persona, un luogo, un evento, uno stato d’animo: senza giudicare, senza assegnare voti o mettere asterischi.

Così gennaio è Roma; febbraio è  film e febbre; marzo è  cambiamenti-degli altri-; aprile è da dimenticare, maggio è pioggia fitta; giugno è sofferenza, studio pesante e esami; luglio è vacanza ai confini; agosto è ozio in discesa; settembre è sciogliere vincoli e musica; ottobre è esperienza, confronto e ritorni; novembre è spirito d’iniziativa e Nord; dicembre è ora.

Io i propositi non li faccio perchè non me li ricordo più dopo una settimana e perchè non posso rispettarli, perchè si fanno prima, gettando ponti di parole nel buio. E poi ti incastrano se non li rispetti. Non è possibile, la vita si srotola in maniera non sempre così ovvia: per fortuna le cose non vanno sempre come ci si aspetta.

L’ unico proposito sarà: niente propositi. Casomai obiettivi,  quelli che non hanno scadenza annuale – ma giornaliera o vitalizia- e si possono modificare, si possono aggiustare man mano che si va, buttandoci un occhio ogni tanto.

Questo è un altro conto e non c’entra niente con il trentuno dicembre.

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