Da qualche tempo a questa parte ho a che fare con gente che non ha la mia età: quarantenni di cultura medio alta. I primi tempi a tavola stavo zitta e mi limitavo a studiarli, come una nuova specie animale: più giovani dei miei genitori, più vecchi di me. Ora che ho raccolto abbastanza dati posso abbozzare una prima osservazione . Non mi piace dare giudizi estesi a tutta una classe o categoria di persone, come sento fare da un paio di loro, quindi mi baso solo su quelllo che ho visto e ho sentito.

Questi quarantenni, non so gli altri, pensano che i ventenni-tutti-siano sotanzialmente dei cretini sbullonati, che -testuali parole-si drogano male. Infatti dicono di guardare i programmi di Maria De Filippi perchè sono interessati al ritratto sociopatologico dei giovani d’oggi che ne emerge: “Guarda è la tua generazione!” mi fanno. E così si stupiscono se qualcuno di questi ventenni azzecca una risposta e si piccano quando vengono corretti grammaticalmente proprio da uno di questi pivelli che, oltretutto non ride alle loro battute-semplicemente perchè non fanno ridere. Ma guarda un po’ che irriverenza!
Mal per loro, vengo a sapere che oltre ad essersi sciroppati tutte le serie di Amici (l’intresse sociopatologico sparisce dopo tre puntate), sanno a memoria tutti i partecipanti all’Isola dei famosi e si scaricano tutti i film che nel weekend escono nelle sale: non vanno mai al cinema, non possono mischiarsi al popolo. Dicono di difendere la cultura, di ascoltare la musica del momento solo per tenersi al passo con i tempi, mica perchè gli piace-cosa c’entra se poi la canticchiano di continuo? Sono iscritti al corso di pilates e sono sempre a dieta, ma chiedono la maionese in tavola. Un’intera pausa mattutina è stata trascorsa parlando di metodi di tortura nelle varie epoche e culture con puntiglio compiaciuto per i particolari; durante un pranzo si è dissertato sull’esistenza di Dio tirando in ballo luoghi comuni grandi come elefanti bulimici; in un altro del miglior suv in commercio, di quanto i tedeschi siano pigri, di come sarebbe bello coltivare un fazzoletto di terra a tartufi. Ieri si è intavolta la conversazione sulla chirurgia estetica: tutti, soprattutto quelli che non ne hanno bisogno, si sono guardati il naso e hanno ammesso che se potessero-se potessero eh-, un ritocchino, se lo farebbero anche fare perchè da giovani non erano così. Alla faccia della saggezza che viene con l’età: ho sentito tanti di quei bei discorsi infarciti di certezze così banali e di una tale sufficienza che mi sono sentita fiera di essere parte di una generazione piena di dubbi. L’ottusità fa ancora più male se viene da delle bocche colte. Un conto è fare discorsi frivoli-chi non li fa-, un conto è fare discorsi seri con leggerezza e discorsi futili con serietà.

Io non credo che tutti i quarantenni siano come questi, se no cadrei nella loro stessa logica.

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