Dormire è una faccenda personale, ognuno lo fa come vuole: a pancia in su o in giù, di lato, con la testa sotto il cuscino, con una mano sotto la guancia, con le gambe divaricate, con le braccia lungo i fianchi, con un arto che penzola da una parte, a riccio. E’ solo una posizione di partenza, che si può decidere prima di addormentarsi, ma che nel corso del sonno si modifica senza volontà. Capita al mattino di trovarsi spostati, scoperti, incastrati, in bilico, capovolti.
Dormire è dimenticare di esistere: da solo puoi russare, emettere strani versi, farfugliare, urlare, singhiozzare, ansimare, mugolare, senza accorgerti di nulla. Nessuno ha memoria, volontà o controllo di quello che fa mentre dorme, altrimenti non dormirebbe per nulla.
Dormire è un atto egoistico, così dormire insieme è un bel problema sociale.
Quando non si dorme da soli- che si sia in due o in trenta- i singoli sonni si danno battaglia: vince, è semplice, chi si addormenta per primo.

“Mai russato in vita mia” finchè qualcuno non ti ha preso a calci nei fianchi; “Mai parlato di notte” , impossibile se non c’era nessuno ad ascoltare i tuoi deliri!

Ho la sfortuna di avere un sonno che arriva lento. Quando si dorme insieme, nella lotta tra i sonni, soccombo, cioè non dormo. Percepisco tutti i respiri, amplificati dal buio; sento gli altri che russano, ognuno in modo diverso: chi tira il fiato e cade in apnea, chi rilascia con un sibilo, qualcuno soffoca in un verso tipo miagolio, un altro gratta il silenzio senza mai fermarsi, c’è chi segue sincopi da jazzista e chi accende il motore e non lo ferma fino a mattina. E’ bel guaio, per me, questo concertino. Se li sento ronfare, tutti distinti e tutti insieme, non prenderò mai sonno e più passerà il tempo, più mi monterà il nervoso perchè se li sento, vuol dire che loro dormono mentre io li sto ad ascoltare.

Concentrati, concentrati sul tuo respiro, ma il mio respiro non riesco nemmeno a intuirlo, soffocato com’è da una tale sinfonia di fiati.
Pensa al mare, a una spiaggia di sabbia bianca, ma come faccio a dimenticare che sto dormendo su un pavimento e il mio alluce preme contro la cerniera del sacco a pelo?
Stai dormendo da sola, in camera tua, sul tuo letto di sempre, allora di chi è questo piede che mi sfiora la testa?

Sono ancora sveglia: ho perso.

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