Tratto dalla rubrica di Filippo Timi su Rollingstone di Luglio- questo è il suo carpe diem, mi pareva giusto inizare così.

“Domani è già tardi…correndo un coniglio con il panciotto rosso e l’orologio in mano continuava a ripetere tra sè e sè…
Non mi chiamo Alice e non ho le trecce bionde, e neppure vivo in un paese meraviglioso…ma quel coniglio dice la verità.
E’ tardi…bisogna affrettarsi ad essere felici, non possiamo aspettare un attimo, adesso è già troppo tardi…prima di adesso, prima di dopo, prima del prima!
E’ tardi per smettere di fumare, oramai i polmoni e le vene sono grigi, sporchi, come i muri delle case in via del corso, un tempo bianche, adesso nere. E’ tardi per dare il bacio mai dato alla prima fidanzata, è tardi per dire vaffanculo alla professoressa stronza di chimica, è tardi per fare l’amore da ubriaco a 16 anni, è tardi per tutto quello che non ho mai fatto prima. Tardi per studiare da astronauta, tardi per imparare a suonare il violino, tardi per diventare un atleta olimpico, tardi per non fare tutte le cazzate che ho fatto, ma non tardi per quelle che devo ancora fare, ecco, sì, non è mai tardi per fare stronzate, sembra che la paura abbia sempre tempo, che il dolore, il tempo, lo trovi sempre.
Inseguo il coniglio bianco, col panciotto rosso e l’orologio in mano…corre veloce, più veloce del tempo, si infila in una buca e scompare. Mai chidersi cosa ci sarà dentro una buca, se lo fai non ti ci butti più. Chiudo gli occhi e mi tuffo…inizio a cadere…ma piano piano gli occhietti si abituano al buio ed ecco che tutto mi appare chiaro: sono dentro la bocca del mondo, nella gola della terra, sono felice, potessi vivere sempre così, di tuffo in tuffo, di cadere in cadere, dentro la bocca dell’amore, delle situazioni, del tempo…cadere senza calcolo. […] Diventassi io il coniglio bianco, con il panciotto rosso e l’orologio da taschino in mano, a urlare a tutti non c’è più tempo per le paure, non c’è più tempo per l’ipocrisia, non c’è più tempo per il pianto, bisogna farlo subito, ora, adesso, in questo istante, chiama la fidanzata e dille che l’ami, ora, voltati e sorridi, ora, caccia fuori l’urlo di rabbia che ti sta macerando il cuore, ora, dai fuoco alla passione e butta via le complicazioni, ora […] ora spegni la sigaretta, ora posa il bicchiere, ora, prendi la macchina, vai nella tua vecchia scuola, entra nella tua ex classe e manda affanculo la professoressa stronza di chimica.

La differenza tra me e la vita, è una sola, che la vita non ha il tempo di pensare, di giudicare e giudicarsi, nè riesce a immaginarsi…non ha aspettative, non si delude, non si inventa un domani…la vita accade ora, brucia nell’attimo stesso in cui si accende. […]
Quindi se una notte, vi capiterà di intravedere, di sfuggita, un coniglio bianco con il panciotto e l’orologio da taschino in mano che dice non c’è più tempo…non sparategli con lo schioppo, inseguitelo… e buttatevi nella vostra vita come fosse un pozzo, la gola del cielo, la bocca di un bacio, è vero è tardi… ma non facciamoci paralizzare da questa schiacciante verità…è tardi, ma quando si cade nella vita…è tardi anche per tornare indietro…e quando si supera una paura, è tardi per avere ancora paura.”

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