Archivio per Settembre 2009

Metadelirio

24 Settembre 2009

Come in una casa degli specchi, la stessa faccia si moltiplica, moltiplica, moltiplica, deforma, deforma, deforma, fa linguacce, linguacce, linguacce, sorride, sorride, sorride, ghigna, ghigna, ghigna.
In edicola, una dopo l’altra sfilano le testate con la sua cera terrea e si sovrappongono i sorrisi da striscetta sbiancante; in treno si alzano i giornali e trionfa il suo nome, ancora la sua faccia, in tv ogni giorno si parla di lui; nei rotocalchi che sfoglio dal dentista c’è ancora lui, questa volta in famiglia, carta scadente impregnata di foto lucide.
Dopo un po’ il bombardamento mediatico diventa psicosi pandemica, delirio di massa.
Su Facebook si moltiplicano i gruppi di fanatici, eretici ed esasperati: uno solo il legame, lui.
Gli hanno scritto un’ode che neanche l’acr le fa così brutte. Per il giorno del suo compleanno vorrebbero proiettare il video della canzone in tutti i cinema d’Italia, prima dello spettacolo della sera.
C’è chi lo vuole candidato per il premio Nobel della pace nel 2010. Martin Luther King si rivolta nella tomba, Nelson Mandela e Lech Walesa sono colti da un colpo per lo spavento.
C’è chi giura che la guardia col colbacco scuro, simbolo dell’austera Oxford School, ha la sua fisionomia, stesso sorriso piacione, di sicuro poco british.
Qualcuno pensa a lui e ai suoi discorsi come possibile materia per una tesi di semiotica.
Sabato una bambina di nove anni mi ha fatto vedere il disegno che aveva appena colorato. A fianco c’era la didascalia: “Questo è un gorilla disperato (Magilla!) in crisi per colpa di S…” – ancora lui!
Non è stato forse lui a fare il primo passo sulla luna? a incoronare Carlo Magno la notte di Natale dell’anno 800? a fare il bagno con Rita Haworth nella fontana di Trevi?
Si infiltra subdolamente anche nel mio inconscio e qui la cosa è davvero grave: nel giro di dieci giorni l’ho sognato due volte. Nel primo caso moriva per infarto, nel secondo mi processavano per una filastrocca goliardica in suo dis-onore. E se Morfeo fosse stato assoldato per il break di mediashopping tra un sogno e l’altro?
Oddio mi sto ammalando, il contagio mediatico mi ha raggiunta. La mascherina, lavarsi spesso le mani, evitare i saluti troppo viscidi, occhio agli sputacchi (niente baci con la lingua ?!)…è per questo vero, per evitare il contagio. E io devo aver dimenticato l’amuchina e ieri in stazione un moccioso mi ha starnutito troppo vicino senza mettere la mano davanti alla bocca. È per lui che stanno preparando il vaccino, vero? Intanto la sua faccia si sta staccando, giorno dopo giorno, scivola secondo un impercettibile slittamento verso il basso…ma la maschera è la faccia, questo il dramma.

oxford

Rifiuti speciali

8 Settembre 2009

Ci stava giusto qualcos’altro: strappò la pagina del calendario e la appallottolò assieme ai brandelli dell’oroscopo della settimana e del mese. Niente differenziata, quella roba meritava di marcire nell’indistinto. Pressò poi il contenuto informe con una mano per compattare il tutto e ricavare uno spazio agevole per fare il nodo al sacco. Lo prese e lo gettò nel bidone aspettando il tonfo con una soddisfazione elementare.
Si chiese se ci fossero bidoni anche per i rifiuti speciali. Non pensava ai vecchi frigoriferi puzzolenti o alle collezioni di pile incancrenite dall’ossido, ma ad altri tipi di roba andata a male.
Come le attese ammuffite sotto le ragnatele delle possibilità, i giorni pieni di pensieri appiccicosi in direzioni sbagliate, i sogni scaduti, la pazienza logora, il tempo marcito a contemplare i pezzi tentando di ricomporli, le ferite a cui troppe volte è stata tolta la crosta, i cuori consumati come  vecchi calzini, le speranze ridotte a un filo…appeso all’ultimo brandello di illusione.
Dove andavano buttati tutti questi rifiuti? Dove finivano i sentimenti che non attecchivano, i battiti cardiaci andati a vuoto, gli appuntamenti morti prima di diventare piacevoli abitudini?
Dissolti nell’aria in micro particelle cancerose: ipotesi pessimista.
Stipati nel fondo di discariche invisibili, aspettando la lenta ma inevitabile decomposizione: ipotesi fatalista.
Ridotti a compost (leggi letame) per concimare di nuovo il giardino: ipotesi ottimista.
Bastava scegliere.