A questo gioco vincono tutti, nella medesima partita, col risultato che a vincere davvero, non è mai nessuno, ma ai partecipanti questo forse non interessa.
Ha più punti chi bara meglio e distrae l’avversario parlando di continuo del suo ego in espansione.
Chi si dimostra più furbo può inventare nuove regole.
È un gioco dove nessuno vuole contare con il braccio sul muro, però vale il liberatutti incondizionato, meglio se si libera chi imbroglia.
Più abile è chi non mostra le sue carte, fa alleanze con strizzate d’occhio e piedini sotto il tavolo.
Il problema è che da tempo immemorabile è andata smarrita la carta del regolamento, assieme a qualche illustre, vecchia, pedina. Si dice siano finite sotto il divano.
Però ci sono molti pezzi nuovi fiammanti, tanti che la scatola del gioco scoppia: lucidi pedoni inconsapevoli, fanti troppo profumati, cavalieri col fondotinta dello stesso colore del cavallo, regine con le curve al posto giusto e, sopra tutti, il re senza corona: è lui che decide le mosse.
Non è contemplato lo scacco matto perché il re è uno solo.
Un gioco così i bambini non lo conoscono, per fortuna.
Il guaio è che la maggior parte della gente è su quella scacchiera a forma di stivale, ma non lo sa.
Qualcuno ha capito che gioco è?

11 Giugno 2009 alle 7:33 am |
é il gioco dei furbi….
che ha perduto la sua nobiltá. e l’hanno perduta pedine e giocatori!
17 Luglio 2009 alle 9:52 am |
E’ un gioco al massacro. Massacro della creatività, dell’anima.
Peccato non accorgersi che in questo gioco ci abbiamo già perso tutti, anche coloro che si credono vincenti.
Ma la speranza non deve morire, perchè è la virtù dei “veri” forti.